Il Pomeriggio del sabato.

22 settembre 2018

Che cosa combinavamo, penso in questi anni l’abbiamo citato più volte,  a 34 anni e con una bellissima moglie, cosa scrivo questo è un problema.  Diceva il mio carissimo amico, che qualche giorno fa si è conclusa una specie di terza repubblica, fatta di volti risalenti al lontano 2004, forse per lui qualche salto sino al 2001.

Ci si chiede cosa siano queste repubbliche, cosa porti alla gioia e alle riflessioni. In realtà dobbiamo ammettere che ognuno di noi ha il suo male di miele (cit marlene). La risposta più elementare, normale e cauta può chiamarsi la porta dei matrimoni, forse di un epoca si è appena chiusa, per altro o altri, mi sembra che ci sia poco interessa in quest’epoca.

E mentre ascolto un bel cd, Californication forse per festeggiare questi matrimoni da corridoio dello scientifico, ripenso a questi anni, che nel bene e nel male hanno formato questo trittico di personaggi,  ma non solo “quei ragazzi del corridoio” ma un pò tutti, e diciamolo, non ci si stanca mai di ricordare o più simpaticamente pensare, che noi, aldilà  di tutto, ci siamo stati.

 


 

Le prediche un pò in generale, per rapporti umani,  per tensioni, per pregiudizi, per dolori, tracciano un pò il passato di ognuno di noi, e restiamo seduti in qualche biblioteca del nostro inconscio, con un iPod classic una pena e una smemoranda, aspettando il suono di una campana per l’eternità.

 

 

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Nelle vie del borgo

14 settembre 2018

Come scrissi per gli scioccateli, per tutti gli altri miei amici del cuore, e per le magiche storie che mi hanno sempre seguito, siamo diventati grandi, forse delle volte troppo grandi.

Responsabilità di una cosa, dei soldi, dell’essere immutabili, come sempre, più o me, fermi più o meno.

Certe cose non le posso scrivere, ma come vorrei, forse più profondo di certe canzone di Fabrizio.

Anime sposate, mostri nascosti su su qualche programma, competitor, e voglia di andare avanti.

Certo, ci si chiede a che gioco stiamo, ancora una volta, giocando. Ma a questa domanda non c’è una risposta, concreta o meno. Rimano tutta dentro una busta, di plastica, con delle birre.

Che siano citazione interessanti, questo non abbiamo dubbio, che ci sia altro, neppure.

Come neppure le verità, tante.

A proposito  di stranieri:

E’ una locuzione latina, carica di perplessità e voglia di vita, nessuno o tutti sono pienamente amici e nemici di questa consolazione, energia per tanti. 

Supera le paura con la forza che hai dentro, e tutte le tue energia, cancella l’ansia e tutto il resto che le circonda.

Energia, vita amore.

 

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Mondi lontanissimi

30 agosto 2018

Cosa è in grado di fare una zanzara beduina? Forse togliermi il respiro, nell’attesa di un funerale rinfrescante, mentre tu, vittima di perplessità e paradigmi rimani in silenzio con un bicchiere di assenzio. La noia dei cattivi pensieri, sul tutto e sul di tutto.

Di tutto e tutti e zanzare nel piazzale di lettere nell’arte di guardare, e quella di studiare….

Peso di vita, peso di tutto, pesi, l’amore la dolcezza, e cose bellissime.

Tutto chiaro, e lo sai, nel dubbio dell’orrore.

Qualcosa che non è.

Impossibile capire canzoni dei Verdena

27 agosto 2018

Testi testine e lacci di una sensualità inconcludente

Posso chiedere se qualche mio amico o nemico mi faccia paranoie su qualche testo.

Frase in disaccordo

Non avrò che maledetta pioggia, e dovrei lavorare per la mia benedetta familia.

Io che amo tanto la mia famiglia, nell’anno del primo immenso anno, che mi emoziona da morire, e non c’è nulla, che mi fa paura in questa vita.

Se io sono qui, se nelle preghiere al di là dei Dandy c’è la forza della vita, io, non ho paura. E le mie certezze, e il mio amore, per l’amore, e per le cose belle, nel bene della vita.

E più di questo, io ne sono certo.

Tuffati nel mare

18 agosto 2018

Potrebbe dirmi il mio amico orso, tuffati nel mare, e non avere divisioni collocate nella linea di confine tra il parco di lettere ed ingegneria.

Ma le strade sono altre, certezze, nucleari, frappé di ansie,  tutti tuffi nel mare.

Dovrebbe qualche destino dirmi, sai, conosci male di miele?

Un negozio di scarpe, e non saprei come giustificare, parole o frasi, e altri testi.

 

 

 

 

 

La discussione è chiusa.

9 agosto 2018

Le porte del campo di casa stranezze, le perplessità di tutti i porti,  sono chiuse nelle certezze, non obbligate e obbligatorie che sono fazzoletti nel lago di casa nucleare, e quindi perplessità inesistenti.

 

E’ impugnabile, soffocatile, discussione chiusa, senza nemici esterni, e niente piazze piene.

 

Mi dico una cosa, sentenze solitarie, nascoste e nemici.

e niente. impugnabile.

 

 

Ormoni della Repubblica Democratica Tedesca

30 luglio 2018

Confusione intellettuale di sinistra, su per le scale, confusione, come nelle discoteche,  discariche, magliette blu. Mi perdoni e ti perdono e guardo colorato il mio obiettivo,  dentro la vasca d’ansia, liquida e nera.

 

Giochiamo e gioco, rivelazioni catastrofiche e nucleari, pensieri blu, verdi, e mi manchi da morire. Liberami da questi pensieri neri che volano verso Nagasaki, verso il mio tutto. 

 

Ti prego e prego, come tutto il sangue che ho dentro, sudare freddo, nessuna notizia, e guardo, distratto e tatto tutto il mio domani.

 

Preferire piani di lettere se non altro, ma è solo confusione della repubblica, questa tedesca, che mi fa volare.

Tutto e nessuno, ed io ho la certezza, che lasciamo spazio troppo spesso, a voli pindalici.

 

Come volare, nella repubblica democratica tedesca.

 

 

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Non è una questione.

23 giugno 2018

Il polso destro e una sfera irriconoscibile, esperienza che fa riflettere, nominato e rinominato, che poi un po’ cade. Nessun tribunale può giudicare questa perplessità, che non nasce ne cresce. Rimane lì nei suoi danni. Ma io lo so. Con sincerità tutto. Non mi sfugge nulla. E firmo come un ricordo da università la mia certezza di tentativi quasi occidentali e adolescenziali.

Capitolo 2

Ti guardo, la mattina, la notte, nelle foto, quando chiudo i miei occhi, e le mie mani inseguono le tue. Il profumo, il mio viso che si avvicina ai tuoi capelli, un bacio, una carezza, il nostro calore, ti stringo, ti sento, sentiamo.

Mi emoziono, nel giorno più bello della mia vita, solo a guardare noi, e sentire quanta immensità ci circonda. E non c’è, più altro di bello, che guardare e sentire, ciò che abbiamo costruito e ciò che la nostra vita vuole da noi.

E’ interesse nostro.

18 giugno 2018

Perdonami dei radicali, dei pensieri negativi, delle follie generazionali,  che non fanno male, ma moralmente male.  Il freno che non si ferma, l’acqua nel bicchiere, l’energia e il tempo che perdo. Diapositive eccentriche che osservano, e ballano nella mia coscienza le doppie vite e le eliche, le piante, il silenzio. I libri e la perplessità.

Cancella tutto, ed io m’impegnerò, purificami nella sera, e nel polso della dignità dei percorsi. Mi sento immorale, immortale, immancabile.

mi senti, e mi sento, e nell’anello,  che bacio tre volte, e nella scrittura, che io, come Dante scrisse, m’immergo nell’immenso.

e da domani, spesso, camminerò.

 

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Delusione e vinti

19 maggio 2018

Lo so cosa vuoi dirmi, che siamo maturi come le mele, che non ci siamo fatti. Cosa siamo diventati, quanto sei serio nei tuoi discorsi, mentre beve un bicchiere di erasmus, nelle stanze di un hotel, così perplesso.

Lo so, questi 8 anni senza Sanguineti, e poi?

 

Quanto, giusto il tempo per pensare e pesare questi dubbi, cambiamenti per carnevale, e la forza di un polso, di una morale, che supera tutto quello che mi circonda.

Anello al dito, sguardo nel deserto di una bellissima berbera, nelle cose più complicate della vita, contento.

So tutto, quello che non dici, una tazza di tea, girotondo parole, salti avanti, un lettore cd nell’eastpack.

Mentre tu non mi dici nulla, ma ti assicuro, che posso solo tramutare i pensieri, nella mia più complicata ombra.

Conosco tutto, più di quanto immaginate.  In qualche diario nero scrissi: penso di avere più speranze da quando ho conosciuto la mia vera esterofilia.

 

La vita è così, perplessa, come un dvd che parla dell’est, che io amo tanto. ma tu? ma? tutto queste caos, questa voglia di fare, dire pensare, e sei poi, la vita è tragica?

Mi sembra di lasciar perdere tutto, in effetti, per un pò nella mia stessa vita mi sono visto un pò morto, dentro e fuori.

Risposte.?

Seduti in qualche salotto di una giornata che non ricordiamo, ponendo domande in qualche inglese costruito, in realtà, senza decidere di  cosa fare l’indomani nel mondo, irresponsabili come un palloncino che si rilassa nel cielo, abbiamo capito che la vita non è niente, ma che aiuta a vivere, così, chiudiamo la finestra, ogni sera, in vicolo viola.

 

 

 

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