C’è una strada.

14 gennaio 2019

Che fai a Capodanno, disse una mia amica persa in qualche universo parallelo.

Epilogo

MAO

Mao da nulla, vestito da liceale del 2000, con una mega sciarpa e qualche maglietta dei nofx, Venne da me e mi disse: devo parlarti.

Ero stupito della sua presenza, non mi ricordavo e non avevo sua memoria. E gli chiesi: Che cosa ci fai qui Mao? Dopo tutto questo tempo?

Mi sorrise, e rispose: c’è qualcosa che ho scoperto, che in realtà abbiamo dentro, ma qualcuno ci ha sempre nascosto, ed io non l’ho mai capito, intuito. Vivere la nostra vita in questi quasi 15 anni, in questo nuvola che soffoca tutto quello che abbiamo.

Era impossibile rimane in silenzio con uno sguardo serioso, c’era una voglia di guardare oltre, capire.

e Poi continuò. ” Molte cose che abbiamo fatto, follie di quei liquidi e amari anni prima dei venti, e tanto altro sono stati veri, è il resto che in realtà, io tu ed altri non abbiamo mai compiuto. “

“Noi da Praga non siamo mai più tornati. “

Fine prima parte

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Fatico a farmi grande

20 dicembre 2018

Amici e giornalisti iraniani confusi in viaggi ad Amsterdam. Di ricordo certo, che è un branco. Emozione seria e profumo di libri, libertà e biblioteca e tanto amore. È la gioia, è la gioia della voglia di famiglia. Amici, nel cielo di una stella, una virgola, una buona giornata di freddo, colore grigio, e poi. Sento la gioia, e un liquore nel sangue che mi confonde, mi annulla. E poi c’è la paura del niente. La più meravigliosa paura del niente. Nel passato che spesso leggo, mi nascondo dietro aspettative, fantasie magistrali, cocktail essenziali, ed altro. Lunga è la notte, e la sensazionale voglia di vuoto. Non c’è un esito, un enigma, una conseguenza. Nulla di tutto questo o tutto questo. Nessuno conosce questo esito. Amiche e bambino, vicoli di palermo, corse e rincorse, matrimoni e pluralismo, case. Carezze e dondoli, freddo beduino, soffermarsi a scrivere qualcosa per amici dandy.

Siamo cresciuti bene, nelle passeggiate enigmatiche che servivano a cancellare dolori iniziali da difficoltà linguistiche. Umori e malumori, droghe e amore, dissenso. Ed ancora tanto altro.

Una lente d’ingrandimento che osserva formiche perse tra lo zucchero.

Poi la domanda improvvisa. Che cos’è la vita?

Tu hai una risposta?

Buon natale, che l’Islanda sia con voi.

Ali ali alli

28 novembre 2018

Ci sono enigmi, monete che attendono bombe atomiche.

È la gioia dei sogni, che non riflettono nulla, e mi lasciano perplesso

Me ne stavo in una stanza, piccola, fredda, con profumi acidi adolescenziali, e non stavo mai in silenzio, e non dormivo mai.

Quella stanza disegnava futuro e perplessità.

Disegnava fantasie di studenti non studenti, di mortorio, di Erasmus. E da quale giorno nulla di nuovo, nulla fu più lo stesso.

Qualche granello di verità, abusa da me, nei secoli dei secoli.

Chiederò spiegazioni alla mia verità, inaudita e inascoltata.

Piazza Politeama

13 novembre 2018

È la piazza della mia vita, riflessione apocalittica di un momento, presente e futuro, di anni così lontani e sofferenti, di stranieri così esemplari, di separazioni sorridenti, trasformazioni nel buio, di altro, come fratelli bambini, mio fratello è un bambino.

La piazza riposa, dolce, immobile, un po’ bucata come noi ragazzi dello zoo di Berlino.

Bevo, e mi mancano i miei amici.

Come Amsterdam, così vicina, così lontana da un cesso delle scientifico. E pazzie, come quella della magistrale, io che, sto per comprare casa, io che, guardo il cielo nella sua più lontana ipotesi.

Non dire e pensare, ciò che più è così lontano.

E nella piazza tutto si muove, e nella piazza i loro pensieri.

I tutti

30 ottobre 2018

Qualcosa di folle in un tempo piccolo, una radio accesa, mentre attendo il turno dal dentista. Nella maggior parte dei casi, più o meno sopravvivo a queste guerre.

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Assuefazioni temporali.

7 ottobre 2018

Tempo fa scrissi della passione per il Sabato pomeriggio, qualcosa legato ad un certo tempo, un certo spazio.

Poi ultimamente, ho sentito l’esigenza culturale di parlare un pò di Limerick, the cranberries, non tanto per qualche motivo da liceo scientifico vissuto, tanto per sentire dentro e adesso un senso di pace, quasi una voglia di andare un pò più sopra dell’Inghilterra.  Che poi, per fatale combinazione, c’è un respiro, un cuore, chiamato Islanda.

Definirei antiche tradizioni, antichi numeri di telefono, opzioni di qualcosa che facevo prima e adesso, per tempo, e per non aver ancora chiaro qualcosa,  che si tratta di scrittura.

Come se la strada, se tutta questa incredibile strada chiamata vita, fosse impraticabile, e per qualche motivo,  sconosciuto, io avessi un passaporto chiamato diario.

Ricordo con viva memoria, tempi di tapparelle abbassate, ma ritornando a noi, con molta onestà,  dove stiamo andando?

Cosa ci hanno lasciato gli insegnanti? è una domanda che spesso non ci concediamo.

Abbiamo paura di qualcosa, delle scarpe, delle scorciatoie, dei nostri capelli, cappelli, delle uniformi perché noi siamo irregolari, della legge, di leggere.

 

Un pò noioso questo scritto, sarà che quest’album dei Verdena, requiem è un pò distratto.

 

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Dove è seppellita Dolores O’Riordan (Limerick, 6 settembre 1971 – Londra, 15 gennaio 2018)

25 settembre 2018

E’ colpa di tutti, della società , dei diritti, delle cose più interessanti di questo mondo, e poiché siamo rappresentanti di burro questo, dei cd luccicanti, siamo inevitabilmente, seduti accanto a Dolores.

Grigio, come le strade fuori Limerick, e poi fuori,  e forse da finestrino vedi qualcosa.  Le penne i diari, e ripenso un pò a Dolores, quasi, con emozione, qualcosa di particolare che mi preme il cuore.

Strade di campagna desolate, fuori Limerick, freddo, beviamo un tea mentre lasciamo l’ostello, nella tasca della giacca qualcosa da bere.

E mi sento, qualcosa dentro, desolante e desolata, e tutti i pensieri rimangono nella tomba, e tutte quelle volte che per qualche delusione, volevamo morire.

 

Ma infatti, un pò cresciuti, asciutti, e riparati dalle paure, attendevamo che le batterie del nostro lettore cd si scaricassero.

In fondo,  siamo un pò morti anche noi, lì a Limerick.

 

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VIDEO

Dove dorme Dolores

Il Pomeriggio del sabato.

22 settembre 2018

Che cosa combinavamo, penso in questi anni l’abbiamo citato più volte,  a 34 anni e con una bellissima moglie, cosa scrivo questo è un problema.  Diceva il mio carissimo amico, che qualche giorno fa si è conclusa una specie di terza repubblica, fatta di volti risalenti al lontano 2004, forse per lui qualche salto sino al 2001.

Ci si chiede cosa siano queste repubbliche, cosa porti alla gioia e alle riflessioni. In realtà dobbiamo ammettere che ognuno di noi ha il suo male di miele (cit marlene). La risposta più elementare, normale e cauta può chiamarsi la porta dei matrimoni, forse di un epoca si è appena chiusa, per altro o altri, mi sembra che ci sia poco interessa in quest’epoca.

E mentre ascolto un bel cd, Californication forse per festeggiare questi matrimoni da corridoio dello scientifico, ripenso a questi anni, che nel bene e nel male hanno formato questo trittico di personaggi,  ma non solo “quei ragazzi del corridoio” ma un pò tutti, e diciamolo, non ci si stanca mai di ricordare o più simpaticamente pensare, che noi, aldilà  di tutto, ci siamo stati.

 


 

Le prediche un pò in generale, per rapporti umani,  per tensioni, per pregiudizi, per dolori, tracciano un pò il passato di ognuno di noi, e restiamo seduti in qualche biblioteca del nostro inconscio, con un iPod classic una pena e una smemoranda, aspettando il suono di una campana per l’eternità.

 

 

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Nelle vie del borgo

14 settembre 2018

Come scrissi per gli scioccateli, per tutti gli altri miei amici del cuore, e per le magiche storie che mi hanno sempre seguito, siamo diventati grandi, forse delle volte troppo grandi.

Responsabilità di una cosa, dei soldi, dell’essere immutabili, come sempre, più o me, fermi più o meno.

Certe cose non le posso scrivere, ma come vorrei, forse più profondo di certe canzone di Fabrizio.

Anime sposate, mostri nascosti su su qualche programma, competitor, e voglia di andare avanti.

Certo, ci si chiede a che gioco stiamo, ancora una volta, giocando. Ma a questa domanda non c’è una risposta, concreta o meno. Rimano tutta dentro una busta, di plastica, con delle birre.

Che siano citazione interessanti, questo non abbiamo dubbio, che ci sia altro, neppure.

Come neppure le verità, tante.

A proposito  di stranieri:

E’ una locuzione latina, carica di perplessità e voglia di vita, nessuno o tutti sono pienamente amici e nemici di questa consolazione, energia per tanti. 

Supera le paura con la forza che hai dentro, e tutte le tue energia, cancella l’ansia e tutto il resto che le circonda.

Energia, vita amore.

 

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Mondi lontanissimi

30 agosto 2018

Cosa è in grado di fare una zanzara beduina? Forse togliermi il respiro, nell’attesa di un funerale rinfrescante, mentre tu, vittima di perplessità e paradigmi rimani in silenzio con un bicchiere di assenzio. La noia dei cattivi pensieri, sul tutto e sul di tutto.

Di tutto e tutti e zanzare nel piazzale di lettere nell’arte di guardare, e quella di studiare….

Peso di vita, peso di tutto, pesi, l’amore la dolcezza, e cose bellissime.

Tutto chiaro, e lo sai, nel dubbio dell’orrore.

Qualcosa che non è.